Nel mondo del vino, alcuni termini sono importantissimi per capire meglio cosa si cela dietro alla produzione e ai segreti di questa bevanda.
Il concetto di terroir può sembrare complesso ma, in realtà, è ciò che sta alla base del vino, sia dal punto di vista tecnico che filosofico. In questo articolo, vediamo che cos’è il terroir, da quali fattori è composto e perché è così importante nel determinare la qualità del vino..
Cos’è il terroir? Significato e origine del nome
Iniziamo dalle basi, ovvero dal significato di questo termine. “Terroir” deriva dalla parola francese terre, che significa “terra”. A prima vista, quindi, possiamo dire che il terroir si riferisce al suolo su cui le uve vengono coltivate con l’obiettivo di produrre vino. Nel termine terroir, però, c’è molto, molto più di questo.
Quando si parla di terroir, infatti, bisogna prendere in considerazione un gran numero di fattori, naturali e umani, che si combinano per andare a influenzare la produzione vinicola di una specifica area geografica.
Il terroir è quindi un aspetto tecnico (dato appunto dai fattori che determinano la qualità del vino) ma anche una vera e propria filosofia, in quanto attribuisce al vino una personalità unica.

Come il terroir influenza la qualità del vino?
Bouquet aromatico, sapori, corpo, struttura: tutte le caratteristiche di un vino sono enormemente influenzate dal terroir, che ne determina quindi l’identità.
È anche una questione di qualità: più il terroir presenta caratteristiche positive ed elementi che ben si combinano tra loro, più il vitigno riesce a esprimere il massimo delle proprie potenzialità. Non a caso, alcune delle regioni vitivinicole più famose al mondo (che vedremo più sotto nell’articolo) producono grandi vini proprio in virtù delle delicate sfumature del terroir che si armonizzano tra loro alla perfezione.
Insomma: ti è mai capitato di chiederti come sia possibile che uno stesso vitigno, ad esempio un Sauvignon Blanc, sia in grado di dare vita a vini estremamente diversi tra loro? Ecco, questo è proprio ciò che fa il terroir: influenzare il vitigno tramite la combinazione di diversi fattori, così da permettere al viticoltore di produrre vini davvero distinguibili.
I 5 fattori che compongono il terroir
Se è vero che il terroir è un termine complesso che racchiude in sé una molteplicità di fattori, per capire meglio questo concetto è utile andare a esaminare ogni singolo elemento che compone il terroir.
È proprio la combinazione di questi fattori che crea un contesto unico, nel quale il vino possa nascere e svilupparsi con un suo preciso carattere.
Il suolo
A partire dal significato etimologico del termine terroir, il primo fattore che lo determina è proprio la terra, ovvero il suolo su cui cresce la vite da cui si ricava l’uva per la produzione del vino.
Le caratteristiche geologiche e morfologiche del terreno hanno un impatto notevole su quelle che saranno le proprietà organolettiche del vino. È un impatto ancora tutto da svelare: gli esperti di vino di tutto il mondo continuano a studiare gli effetti che le caratteristiche del suolo possono avere sul prodotto finito, in un affascinante mix tra scienza e mistero.
Sabbia, argilla, calcare, roccia vulcanica…ognuno di questi terreni può arricchire il vino con caratteristiche particolari di aroma e sapore. In generale, suoli calcarei o argillosi danno vita a vini più corposi e intensi rispetto a quelli provenienti da terreni meno compatti, come quelli sabbiosi e ghiaiosi. Anche la ricchezza della materia organica presente nel suolo influenza il vino: i suoli ricchi di sostanze organiche producono vini meno intensi e corposi rispetto a quelli provenienti da terreni più “poveri”.

Facciamo qualche esempio. I terreni vulcanici nella zona dell’Etna conferiscono ai vini lì prodotti una nota di mineralità unica. Intorno al comune di Chablis, in Borgogna, si producono degli Chardonnay molto freschi e caratterizzati da note minerali, principalmente dovute ai suoli gessosi su cui è coltivata la vite. In molti luoghi, il terroir è poi caratterizzato da suoli misti: il celebre vino di Bolgheri, ad esempio, beneficia di un terreno che presenta molte caratteristiche diverse
Il clima
Il clima di una specifica regione vitivinicola è sicuramente uno dei fattori più determinanti tra tutti quelli che compongono il terroir.
Le temperature medie e le condizioni meteorologiche, come la pioggia, i venti e l’umidità, possono influenzare tantissimo la qualità e il profilo aromatico del vino. Questo avviene principalmente perché il clima agisce sulla pianta della vite e sul suo frutto, decretandone il grado di maturazione.
Esiste poi una sostanziale differenza tra il clima, ovvero l’insieme di tutte le condizioni atmosferiche di una regione, e il microclima, che rappresenta l’insieme di “dettagli” atmosferici e climatici tipici di una porzione ridotta di territorio. Ad esempio, per la conformazione fisica del suo territorio, l’azione delle correnti e per altri fattori, il microclima dell’alto Lago di Garda può avere caratteristiche diverse rispetto al più generale clima del Trentino.
Naturalmente il clima è un fattore che non si può controllare, e alcune annate risultano migliori o peggiori di altre proprio in funzione di condizioni meteorologiche più o meno favorevoli. È comunque possibile determinare dei trend in base al clima medio di una certa regione. Ad esempio, il clima mediamente caldo del sud della Spagna o della California dà vita a vini più corposi, mentre il clima mediamente più fresco, come quello della Borgogna, porta generalmente a vini più delicati e caratterizzati da maggiore acidità.
Molto in generale, si può dire che la vite ha alcune preferenze in termini di clima. Si sviluppa meglio, infatti, in temperature non estreme (né troppo fredde né troppo calde) e apprezza le escursioni termiche, sia tra il giorno e la notte che tra le diverse stagioni; la variazione di temperatura, infatti, conferisce ai vini una struttura elegante e una particolare ricchezza aromatica.
Topografia e altitudine
Il grado di maturazione dell’uva e lo stato di salute delle viti sono influenzati da altri importantissimi fattori topografici, come l’altitudine, la pendenza del terreno e l’orientamento (con conseguente maggiore o minore esposizione alla luce del sole). Da uve più o meno esposte, su viti più o meno in pendenza e ad altitudini varie, nasceranno vini con strutture e profili aromatici e gustativi molto diversi tra loro.
Un esempio è dato dalla regione di Mosella, in Germania. Qui, i vigneti sono spesso coltivati su pendii ripidi che ricevono molta luce solare nel corso della giornata, permettendo alle uve Riesling di sviluppare molta acidità e freschezza.

Sempre parlando di preferenze della pianta, la vite dà i migliori frutti ad altitudini non troppo elevate, ovvero non superiori ai 600-700 metri sul livello del mare.
Esistono naturalmente eccezioni di pregio, come i vini prodotti da viti coltivate sull’Etna o in Valle d’Aosta. Per quanto riguarda l’esposizione, si tende sempre a esporre i vigneti a sud (nell’emisfero meridionale, a nord nell’emisfero meridionale), cosicché il frutto possa godere della massima quantità di luce solare. Ovviamente esistono anche in questo caso delle eccezioni; specialmente in zone molto calde, a volte i vigneti sono esposti a nord per promuovere una maturazione tardiva dei grappoli.
Ecosistema e biodiversità
L’ecosistema in cui il vigneto è inserito è anch’esso molto importante, perché è a sua volta caratterizzato da elementi unici e irripetibili. Gli elementi naturali che circondano il vigneto, come foreste, fiumi, flora e fauna locale, possono influire sulla qualità del vino e agire anche sulla pianta della vite, ad esempio proteggendola dalle malattie.
In questo contesto, un esempio interessante è fornito dalla Valle del Rodano. Qui, la vicinanza del fiume ai vigneti contribuisce alla creazione di un microclima e una biodiversità unici, in grado di mantenere e proteggere l’equilibrio naturale dei vigneti stessi.
Intervento umano
Come ci insegna la storia del vino nei secoli, l’evoluzione e il successo di questa bevanda sono frutto dell’eccezionale e costante simbiosi tra uomo e natura.
Il viticoltore esperto e appassionato conosce gli elementi del terroir visti fino a ora e li sfrutta a suo vantaggio per produrre vini della più alta qualità possibile, abbinandoli alle tradizioni enologiche e agronomiche che ha perfezionato nel corso del tempo.
Ma anche le scelte che non dipendono dal contesto naturale sono altrettanto importanti: i tempi di vendemmia, le diverse tecniche di vinificazione e molte altre decisioni fanno parte del terroir perché sono radicate nella tradizione locale e nelle competenze tramandate. Un ottimo esempio in questo senso è il Chianti: una regione vitivinicola italiana dalla storia secolare, il cui successo si basa anche sull’uso di tecniche tradizionali che sono state affinate nel tempo.

Terroir del vino: alcuni dei vitigni più famosi
Per capire meglio il concetto di terroir, facciamo qualche altro esempio prendendo in esame le regioni con alcuni tra i vitigni più famosi al mondo.
Langhe (Italia)
Patrimonio UNESCO dal 2014, le Langhe rappresentano una regione vinicola italiana con un terroir davvero unico, dove le caratteristiche delle più dolci colline si mescolano al carattere di una fortissima tradizione enologica.
Combinati a un suolo argillo-marnico-calcareo e a un clima continentale temperato, danno vita alle condizioni ideali per il vitigno Nebbiolo, punto di partenza per vini corposi e dalla complessità raffinata come l’indimenticabile Barolo.
Champagne (Francia)
Il gesso è presente in grandi quantità nei terreni della regione dello Champagne, e proprio questa caratteristica contribuisce a produrre spumanti di elevatissima qualità conosciuti in tutto il mondo per il loro perlage perfetto.
Questo suolo, combinato a un clima fresco, influisce sui vitigni Chardonnay, Pinot Noir e Pinot Meunier per produrre vini dalla spiccata acidità e freschezza.
Borgogna (Francia)
I Pinot Noir di Borgogna sono tra i più famosi al mondo, grazie ai loro complessi aromi di spezie e frutta rossa, alla loro eleganza e raffinatezza.
Queste caratteristiche sono dovute proprio al terroir, che in Borgogna è davvero unico e variegato per via della combinazione tra diversi microclimi e una varietà di suoli dalla composizione calcarea e argillosa.
Napa Valley (Stati Uniti)
In questa contea della California, si combinano due elementi specifici del terroir: un clima generalmente caldo e soleggiato, e un suolo molto diversificato che varia da vulcanico a argilloso.
Tutti questi elementi permettono alle viti di Cabernet Sauvignon di giungere a una maturazione perfetta, dando vita a vini strutturati, complessi e dalla profondità aromatica unica, con note di spezie e frutta rossa e nera.
Barossa Valley (Australia)
Siamo nell’Australia del Sud (clicca qui per scoprire i vini), a poche decine di chilometri dalla città di Adelaide.
Il terroir di questa regione vitivinicola è influenzato principalmente dal clima, anche in questo caso spesso caldo e baciato dal sole. Il risultato? Un vino Shiraz corposo e dalla struttura avvolgente, con note aromatiche di frutti maturi, cioccolato e spezie.
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Se è vero che il vino nasce da un’interconnessione tra uomo e ambiente, il terroir è un concetto che esprime questo legame al suo massimo.
Per chi vuole diventare esperto di vini, conoscere il terroir significa conoscere meglio il vino che si sta degustando, in molti suoi aspetti:
- in che modo assorbe le caratteristiche della sua terra d’origine;
- come il clima ne influenza la struttura;
- come aromi e sapori sono trasformati dalla mano esperta del viticoltore.
Il terroir è la vera essenza del vino, una vera e propria firma che non potrà essere replicata da nessun’altra bottiglia.
Se vuoi iniziare a conoscere meglio i vini a partire dal loro terroir, la cosa migliore da fare è sempre la sperimentazione. Assaggia vini provenienti da regioni vitivinicole che presentano terroir molto diversi tra loro, in termini di clima, di topografia, di suolo, di tecniche di vinificazione…
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